mercoledì 13 gennaio 2010

Lo sciame nelle Marche

Questo documento è stato pubblicato nel profilo di facebook della tv aquilana.

Con il terremoto si deve imparare a convivere. E' un fenomeno naturale, un sintomo della vitalità della Terra che ciclicamente, come il respiro o il battito del cuore, torna a farsi percepire dagli uomini. Questa volta a destare preoccupazione sono le Marche, colpite in questi giorni da uno sciame sismico che ha destato allarme e paura. Il ricordo di quanto è successo a L'Aquila è forte ed è destinato a non acquietarsi per lungo tempo ancora.

In conseguenza delle vostre numerose richieste, ho chiamato Giampaolo Giuliani, sulla cui attività di ricerca sto realizzando un DVD documentario che è possibile prenotare ad un prezzo speciale fino al momento della sua uscita. Di seguito le sue dichiarazioni.

« Lo sciame sismico che sta imperversando nelle Marche, tra Macerata, Ascolpi Piceno e Fermo, è sicuramente legato alla crisi sismica che si sta avendo in Italia dal 2008 fino ad oggi, una situazione anomala che ha colpito con particolare intensità il centro Italia ma che ha avuto ripercussioni anche in Sicilia. Negli ultimi tre giorni, le mie macchine hanno registrato oltre una trentina di eventi, di cui alcuni abbastanza forti (3.1, 3.9, 4.4, e 4.1). L'incremento si è verificato anche nell'aquilano, dove da 8/10 eventi al giorno siamo passati a circa 20/25. Oggi, però, stiamo vivendo un incremento ancora superiore: da questa mattina fino ad ora [ndr: h.18:00] abbiamo registrato oltre 30 eventi.

Nel caso marchigiano, per fortuna gli ipocentri degli eventi sono abbastanza profondi, oltre 20Km, e lontani dai centri abitati, tra i 20 e i 40km. Questo significa innanzitutto che l'onda sismica che arriva in superficie produce meno danni di quelli che si verificato a L'Aquila. Nella conca aquilana, infatti, gli eventi sono per la massima parte superficiali, tra gli 8 e i 10Km di profondità, e possono essere localizzati anche sotto gli stessi centri abitati. A parità di grado sismico, dunque, producono danni maggiori, perché sono più vicini. Inoltre vengono avvertiti subito: un 1.5 richter può essere percepito come un 3. La situazione sismogenetica nelle Marche, invece, non è così grave come nell'Aquilano, anche se nei prossimi giorni è necessario prestare attenzione all'evoluzione dell'andamento sismico.

Purtroppo,
il riprovevole atto di sabotaggio di cui sono stato vittima il 29 novembre, che ha messo fuori uso la stazione di rilevamento del Gran Sasso, non mi consente di correlare eventi più distanti di 80Km, specialmente in direzione Marche, quelli che erano cioè parzialmente coperti proprio dal laboratorio del Gran Sasso. Dobbiamo quindi limitarci ai segnali registrati dalle stazioni aquilane.
Un giorno prima dell'evento, sia ieri che precedentemente, avevamo osservato un forte incremento nella misurazione della fuoriuscita di gas radon, che avevamo provveduto a segnalare su facebook. Avevo scritto di mantenere una certa allerta perché c'era un incremento di radon che non riguardava l'Aquilano, ma che poteva essere sentito qui in città. Ieri, sempre su facebook, abbiamo pubblicato il grafico della stazione di Magliano, dove si evinceva il picco che si è rivelato essere quello rivelatore dell'evento verificatosi tra Macerata e Ascoli Piceno, quello di grado sismico 3.9.

Attualmente le nostre stazioni registrano una soglia medio alta di Radon che per l'aquilano ci garantisce, nell'arco delle prossime 6-24 ore, un incremento di eventi sismici strumentali, qualcuno udibile dalla popolazione, ma non catastrofici. Avremo cioè un maggiore numero di eventi rispetto alle scorse settimane, anche perché sicuramente l'ultimo sisma di oggi, quello misurato da noi come un 4.4 Ricther, può produrre qualche risentimento anche sulla nostra rete di faglie, a causa della sua vicinanza alla regione Marche.

Agli abruzzesi suggerisco di prestare la massima attenzione, anche se per le prossime ore non osserviamo eventi molto forti, ovvero superiori al 4.5. Ai marchigiani, purtroppo, a causa dell'inattività della stazione del Gran Sasso, non sono in grado di fornire previsioni precise.

Per quanto riguarda una valutazione globale, al momento questa vivacità sismica non sembra essere destinata a terminare in tempi molto brevi. E' necessario attendere almeno la fine di Aprile prima di poter avere un quadro più chiaro sulla sua evoluzione
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1 commento:

  1. mh, ma quante belle notizie!! Comunque io sono di Castelfidardo (ancona)...

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Grazie per avermi lasciato un tuo commento :)
Fede